SorrisoDiverso

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Sara e Michele sono seduti sul letto della loro camera. Lui le dà le spalle, lei tace e mantiene basso lo sguardo, attendendo in posa rigida che qualcuno dia inizio a una conversazione, mentre i pensieri che cova ormai da diverso tempo la tormentano. Il silenzio copre e sottolinea la distanza tra i due, reale, perché non si toccano ed emotiva, perché nessuno dei due riesce ad aprire bocca. Michele si alza per andare in bagno e la lascia sola.

A partire da questa scena, che attraverso ogni suo elemento parla di una frattura nella coppia, lo spettatore raccoglie sempre più informazioni sulla vita quotidiana di Michele e Sara. Lui non riesce a spiegare a Sara né tantomeno a sé stesso il calo della libido da cui è affatto e la caduta della barba, che viene via con l’acqua quando si sciacqua il viso. Lei, d’altra parte, non riesce a comprendere la natura di questa distanza, la perdita dell’intimità sessuale e della comunicazione con il suo compagno e comincia, perciò, a temere che siano tutti campanelli d’allarme. Forse la loro storia è al tramonto.

L’indomani, finalmente, Sara prova a parlare apertamente delle sue paure, Michele nega che quanto gli accade sia correlato a un cambio di sentimenti. Lei, a quel punto, insiste perché lui faccia una visita per venire a capo del suo problema apparentemente inspiegabile.

Da quel momento in poi Michele scava per comprendere da cosa sia affetto; confessa alla dottoressa di non provare nessun impulso sessuale e inizia a fare alcune analisi su consiglio del medico.

La verità emerge alla fine e si rivela quella più inaspettata. A intaccare la quotidianità della coppia protagonista del cortometraggio, infatti, è un elemento altrettanto inserito nella vita di tutti i giorni, così comune da essere invisibile e, d’un tratto, abbastanza importante da mettere in pericolo la salute non soltanto di Michele, ma di moltissime altre persone nel mondo.

I due protagonisti riescono a portare nella dimensione del quotidiano tutte le difficili implicazioni che il dramma al centro del corto ha sulla sfera intima e domestica dell’individuo – l’iniziale impossibilità di comunicare, lo smarrimento di fronte all’incomprensibile ribellione del proprio stesso corpo, le reazioni di una coppia che si confronta con la malattia. Il contrasto intenso di luci e ombre che di quando in quando sottolinea il senso di alienità e di isolamento di Michele evolve nella luce calda della scena finale – una gentile tregua dal buio.

 

 

 

 

 

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