Giuria Documentari

TSN XIII Edizione

Mimmo Calopresti

Direttore Artistico Documentari

La carriera di Domenico Calopresti (detto Mimmo) comincia negli anni ’80 quando con “A proposito di sbavature” (1985) vince il primo premio al Festival Cinemagiovani di Torino. Dopo aver girato diversi documentari e cortometraggi, nel 1995 concorre a Cannes con il suo esordio cinematografico “La seconda volta”. Tre anni dopo con "La parola amore esiste" vince il Nastro d'argento come Miglior Soggetto Originale. Nel 1999 dirige il documentario “Tutto era Fiat” e l’anno seguente il film “Preferisco il rumore del mare”. Nel 2001 fa parte della giuria del Festival di Cannes e nel 2004 è in quella del 61° Festival di Venezia. Si è cimentato anche come attore nei suoi film "La parola amore esiste" (1998), "Preferisco il rumore del mare" (2000), "La felicità non costa niente" (2003), "L'ora della lucertola" (2004), "L'abbuffata" (2007); nei lungometraggi "Le parole di mio padre" (2001) di Francesca Comencini, “Mirafiori Lunapark” (2015) di Stefano Di Polito, “Il vangelo secondo Mattei” (2016) di Antonio Andrisani e Pascal Zullino; nel documentario di Laura Betti "Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno" (2001) e nel corto “La quiete” (2017) di Gabriele Galli. Il suo documentario "Volevo solo vivere", prodotto da Steven Spielberg, Rai e Shoah Fondation, viene presentato in concorso a Cannes. Nel 2008 gira "La fabbrica dei tedeschi" e nel 2009 "La maglietta rossa", presentato come ‘evento speciale’ alla IV^ Festa del cinema di Roma. Nel 2013 esce il suo primo romanzo “Io e l’Avvocato – Storie dei nostri padri”. Nel 2015 dirige il film “Uno per tutti” e nei due anni seguenti i documentari “La fabbrica fantasma” e “Immondezza - La bellezza salverà il mondo”. Nel 2018 è stato nominato Direttore artistico del Nuovo Cinema Aquila di Roma. Del 2019 è il suo ultimo film "Aspromonte".

PRESIDENTE DI GIURIA

Flavia Perina

Giornalista, classe 1958, romana, scrive di politica, fenomeni sociali, diritti, è appassionata di cinema e nuovi fenomeni. E’ editorialista de La Stampa e dell’Inkiesta e ha debuttato come scrittrice con il romanzo Le Lupe (Baldini&Castoldi). Ha una carriera eclettica e fuori dagli schemi: ha diretto un quotidiano nazionale (Il Secolo d’Italia) e co-diretto l’agenzia di stampa AdnKronos, ma ha lavorato anche per mondi lontani dall’informazione in senso classico, da Linus al graphic novel. Si è impegnata nelle campagne civili per la verità sul caso di Stefano Cucchi e per lo Ius Culturae. E' da sempre attiva nel dibattito sui diritti delle donne, al quale ha dedicato il saggio Senza una donna. Un dialogo su potere, diritti, famiglia, nel paese più maschilista d'Europa. 

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Valeria Milillo

 

Valeria Milillo nasce a Milano e qui la sua passione per la recitazione la fa debuttare, giovanissima, nel film di Dino Risi “Il commissario Lo Gatto”, nel 1986. Seguono le interpretazioni in “A cena con il vampiro” (1988) e “Il gioko” (1989), dove viene diretta da Lamberto Bava. Con Mimmo Calopresti prende parte a due produzioni drammatiche “La seconda volta” (1995), al fianco di Nanni Moretti e “La parola amore esiste”, con Gérard Depardieu (1998). Nel 1997, ricopre il ruolo di protagonista femminile, partecipando a “Uomo d’acqua dolce”, di Antonio Albanese.  Dal duemila è presente in varie produzioni di serie e miniserie televisive: Uno bianca (2001), Distretto di Polizia (dal 2002 al 2005), Le stagioni del cuore (2004), Caterina e le sue figlie (2005, 2007 e 2010), Il Commissario Montalbano (2006, nella puntata Il gioco delle tre carte), Mogli a pezzi (2008), L’onore e il rispetto (2009), Il peccato e la vergogna (2010 e 2014). Nel 2009 interpreta il ruolo di Cecilia nel film “Due Partite” di Cristina Comencini, dopo aver già preso parte alla pièce teatrale di cui la pellicola è un adattamento. Sempre per il teatro, recita in “The Pride” (2015), sotto la regia di Luca Zingaretti.
Ancora una volta per la televisione, scrive e presenta “Firmato Raiuno…Ricorda” (2016), programma in cinque puntate dedicato alle vite di attrici che hanno fatto la storia del cinema. Nel 2017 scrive e dirige il cortometraggio “Timeline”, presentato durante la sedicesima edizione del Rome Indipendent Film Festival. Nello stesso anno ha messo in scena “Ben più rumore di una dorata cupola”, tributo alla figura di Alda Merini.

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Gianfranco Pannone

Gianfranco Pannone (Napoli 1963) vive e lavora a Roma, dove si è laureato nel 1988 in Storia e critica del cinema all’Università La Sapienza di Roma e nel 1990 in regia al Csc - Centro Sperimentale di Cinematografia. I suoi film documentari gli sono valsi partecipazioni e riconoscimenti in molti festival italiani e internazionali, oltre che la messa in onda sulle principali televisioni europee. E’ docente e coordinatore di regia presso il Master di Cinema e Televisione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e titolare del Laboratorio di Cinema documentario al Dams dell’Università degli Studi Roma Tre. Collabora inoltre come docente di regia al Csc – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e Palermo. Filmografia: tra le sue opere, negli anni 90, Piccola America, Lettere dall’America e L’America a Roma (che compongono la Trilogia dell’America), Latina/Littoria (2001, miglior film documentario al Torino FF), Io che amo solo te (2004). E poi Il sol dell’avvenire (2008), ma che Storia… (2010), Sul vulcano (2014), L’esercito più piccolo del mondo (2015), Lascia stare i santi (2016) Mondo Za (2017), Scherza con i fanti (2019). Due volte finalista ai David di Donatello, vanta tra gli ultimi riconoscimenti un Nastro d’argento speciale (2017), il Premio Mario Gallo (2018), il Premio Siae “Talento creativo” (2019), il Premio alla carriera al Festival Visioni dal mondo, Milano (2019).​

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Esmeralda Calabria

Esmeralda Calabria inizia la sua attività di montatrice negli anni 90 e firma i primi film di Giuseppe Piccioni, tra i quali Fuori dal mondo (1999), per il quale ottiene il David di Donatello. Nel corso della sua carriera ha lavorato con i principali registi italiani, tra cui Nanni Moretti (La stanza del figlio del 2001, Il Caimano del 2006…), Paolo Virzì (Tutta la vita davanti del 2008), Francesca Archibugi (Il nome del figlio del 2015…) e Michele Placido (Romanzo criminale del 2006 David di Donatello e Nastro d’argento miglior montaggio). Del 2007 il suo esordio alla regia con Biùtiful cauntri, Nastro d’argento come miglior documentario e Ciak d’oro per il miglior montaggio. Nel 2016 ha fondato la società di produzione AkiFilm, con cui ha prodotto i documentari Upwelling, di Pietro Pasquetti e Silvia Jop (Miglior documentario Festival di Non 2016) , Lievito Madre, di cui firma la regia insieme a Concita De Gregorio nel 2017 e In questo mondo di Anna Kauber vincitore del Festival di Torino 2018 di cui e’ co-produttrice e montatrice.

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Carlotta Cerquetti

Carlotta Cerquetti, regista e filmmaker, ha realizzato documentari, cortometraggi e videoclip. Tra i riconoscimenti ottenuti dai suoi lavori, due candidature al David di Donatello (Binari, Harry’s Bar), il Premio Roberto Rossellini per il documentario Ageroland, la partecipazione del suo documentario Harry’s Bar alle Giornate degli Autori di Venezia e la partecipazione alla Festa del Cinema di Roma 2018 con il documentario Linfa, sulla scena underground femminile di Roma Est. Filmografia: LINFA (Documentario. Far Out Films, 2018); HARRY’S BAR  (Documentario. Wider Films, 2015); AGEROLAND (Documentario. Dream Film 2012); IL NOSTRO RWANDA  (Documentario. Co-regia con Cristina Comencini. Cattleya, 2007); THE GOLDEN BOUGH BY GIOSETTA FIORONI (Cortometraggio. Maison Valentino, 2014); FUOCHINO (Cortometraggio. Talunafilm/Comida95, 1998). With Angela Baraldi; BINARI (Cortometraggio. Film Trust, 1996). With Anna Bonaiuto, Toni Bertorelli; INTERNO 12 (Cortometraggio. Comida95, 1995).

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Claudio Casale

Claudio Casale nasce a Roma, dove si laurea in Economia Aziendale. Vive per anni in India e Sud-Est Asiatico, dove sviluppa la sua passione per il documentario. Tornato in Italia gira “Buio in sala”, web-documentario di analisi sulle sale cinematografiche dismesse, e “Piccolo mondo cane”, documentario sulla precarietà. Nel 2018 realizza “My Tyson”, con il contributo del MiBAC, che viene presentato in anteprima mondiale alla 75° Mostra del Cinema Venezia nella sezione MigrArti, vincendo il premio per il Miglior Documentario. "My Tyson" ha vinto diversi premi in Italia e all'estero, ricevendo una medaglia dal presidente della Repubblica a una candidatura ai Nastri d'Argento "Corto doc". Nel 2019 ritorna in India per girare due documentari, Sheroes e the Age of Women, la cui presentazione è prevista per la primavera 2020.