SorrisoDiverso

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Due volte ci racconta come, per combattere la violenza sulle donne e I fenomeni di bullismo, sia necessario passare per un’educazione all’identità di genere, introducendo a una interessante riflessione: che siano gli stereotipi di genere a contribuire al maschilismo, all’omofobia e alla violenza.

Il protagonista ha diciassette anni, è fragile e insicuro. Per essere amato e accettato è disposto a tutto: a rinnegare sé stesso, ma soprattutto a fare e farsi del male.

Il corto, attraverso il suo vissuto, ci mostra la forza degli stereotipi, il peso che hanno sulla società.

La pressione di una comunità, strutturata per tenere ben distinti il mondo femminile e quello maschile, voluta perché uomini e donne possano interagire solo entro canoni stabiliti e convenzioni, si risolve nel senso di colpa, nel reiterato tentativo di soffocare ogni forma di deviazione dalla norma prestabilita.

Due volte è una denuncia, ma anche il seme di una speranza, di una seconda possibilità grazie alla  quale è possibile riflettere dolorosamente sul presente e superare i limiti imposti da ideali e pensieri anacronistici e arcaici. Per evolversi e restare umani.