SorrisoDiverso

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Di Silvia di Biagio
Finalmente domenica finisce. Sono ormai diversi mesi che nel nostro Paese non si fa altro che parlare del referendum. Sono state spese milioni di parole. Probabilmente i nostri politici non sono mai stati interessati alle problematiche quotidiane della gente, mentre stanno manifestando un particolare interesse per questo referendum. Viene da chiederci: lo fanno per i nostri interessi, o per i loro come hanno fatto fino ad adesso? Sicuramente l'argomento della riforma costituzionale è importante, ma monopolizzare tutto il dibattito politico alla sola questione del referendum, tralasciando completamente problemi come il lavoro, la scuola, i trasporti e la sanità, ci viene appunto da chiederci se è veramente rivolta a noi questa riforma. Questo Paese potrà mai avere una classe dirigente che si preoccupi veramente dei problemi reali delle persone? Comunque, referendum si, referendum no a me verrebbe soltanto da dire referendum boh. Sui sondaggi politici effettuati prima del divieto pre-referendum costituzionale l'imbarazzo della scelta tra temi e analisi compiute nelle scorse settimane è evidente: su tutti uno dei temi più accattivanti è quanto avvenuto negli Stati Uniti. L'elezione di Trump avrà un effetto anche qui da noi in Italia favorendo le ragioni per il no. Comunque le intenzioni di voto mostrate negli ultimi sondaggi mostrano una tendenza piuttosto alta del settore “indecisi”. Gli elettori indecisi ma comunque propensi ad andare a votare presentano un leggero vantaggio per il no rispetto al si, altre persone non voteranno perché non sono ben informate e altre ancora perché non sono interessate, perché davanti a tanti problemi che coinvolgono l’Italia, i politici sembrano averli dimenticati per parlare solo del referendum.