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RECENSIONE: COME IN CERTI ROMANZI RUSSI di Rosanna Reccia

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La vita matrimoniale di una giovane coppia trascorre felice nella loro nuova casa in campagna, ereditata da pochi mesi. Anna è un giovane architetto e Amadeo un insegnate di scuola elementare, con molta passione per il suo lavoro. Tutto sembra perfetto tra la ristrutturazione del loro casolare e le corse all’aria aperta insieme.

Quell’idillio viene stravolto durante una notte come tante, quando i due vengono svegliati dall’abbaiare del cane e da rumori di un ladro che si introduce in casa loro. La violenza che si scatenerà in quella notte infrange tutte le loro certezze.

Il cortometraggio affronta il complesso argomento della legittima difesa attraverso la storia di una coppia assolutamente normale, mostrando come la violenza possa logorare le vite di ognuno, spazzando via la solidità delle proprie convinzioni e la sicurezza dei propri sogni. 

Il cortometraggio, proprio per la trama in cui ognuno può immedesimarsi, spinge lo spettatore a percepire lo scricchiolio dei solidi muri delle proprie sicurezze e a riflettere su temi di grandissima attualità.

Come nelle pagine dei romanzi russi, riflessione e impulso, ordine e disordine attorniano un delitto non punito dalla legge ma dai rimorsi della coscienza.