SorrisoDiverso

RECENSIONE: BACK HOME di Marcello De Archangelis

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Un gruppo di ragazzi travolti dall’euforia di una serata alcolica, raggiunge, in piena notte, la villa che appartiene a due di loro – fratello e sorella. Ad aprire il cancello è il domestico che si prende cura della villa e che li attendeva solo l’indomani per un pranzo con tutta la famiglia.

I ragazzi irrompono rumorosamente e si dirigono alla volta della piscina, mentre il padrone di casa si pavoneggia davanti agli amici, trattando il domestico alla stregua di un servo, in parte appoggiandosi alla sua posizione di sottoposto, in parte facendo leva sulle origini straniere dell’uomo che sopporta silenziosamente ogni provocazione.

Questo, tuttavia, non è sufficiente a evitare il conflitto, ricercato dal padrone di casa che senza esitazioni riversa ogni lampo di malumore sul domestico, finché il loro contrasto non si trasforma in una lotta furiosa all’interno della piscina. La violenza del loro scontro ha un esito tragico e una ragazza del gruppo rimane uccisa.

La paura delle conseguenze genera due effetti: il primo è di seppellire la tensione sotto le attività quotidiane e l’indifferenza, la seconda è una sinistra complicità che, per la prima volta, mette padrone e sottoposto sullo stesso piano.