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RECENSIONE: LA GOCCIA E IL MARE di Daniele Falleri

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“La goccia e il mare” nei suoi undici minuti di pellicola ci presenta una storia capace di raccontare il tema della cultura della legalità tra il serio e il faceto, lì dove il termine ‘cultura’ diviene non solo il complemento necessario dell’espressione, ma il suo cuore pulsante.

Enzo Pallottini, personaggio principale della storia e portavoce del principio distorto per il quale un sistema corrotto chiama nuova corruzione, è ritratto e incarnazione di quell’Italia che trova nel meccanismo della legittimazione degli espedienti, il facile pretesto per aggirare le regole.

La retorica di Enzo – semplice, ma non di semplice rappresentazione – appare in grado di spostare il mirino del biasimo dallo sciacallaggio fiscale ai capri espiatori che egli individua nella società, mettendo in luce, proprio in questo, come il vuoto di cultura abbia un enorme ruolo nelle contraddizioni sociali rappresentate da questo personaggio.

Queste note ciniche, mascherate da disillusione, ma usate di fatto a proprio uso e consumo, farebbero presagire la vittoria della grottesca visione della realtà di Enzo. Tuttavia la pellicola sceglie di deviare da questa strada presentandoci i degni antagonisti del cinismo e regalando allo spettatore, insieme a una risata, un messaggio sul piccolo ma fondamentale ruolo di ogni individuo che sceglie un percorso onesto.

Il tono ironico del corto, il suo linguaggio e le sue risoluzioni confluiscono in risultato esilarante, capace di mettere alla berlina quelle stesse astuzie che vorrebbero prendersi gioco di tutti.