SorrisoDiverso

RECENSIONE: NICO&NICO di Emanuela Giorgi e Nicola Anselmi

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Nicola e Roberto sono una coppia e si stanno trasferendo in una nuova casa. Mentre trasporta le sue cose dall’auto al nuovo appartamento, Nicola incontra per le scale il suo nuovo vicino e scopre, così, che hanno lo stesso nome. Sembra che quel dettaglio sia l’unica cosa che i due condividono e d’altronde, all’apparenza, sarebbe difficile individuare altri tratti in comune.

Da una parte c’è un uomo che convive con il suo compagno, con evidenti problemi di comunicazione con suo padre e che tende a esagerare con l’alcol. Il secondo Nico, invece, è un uomo socievole e scherzoso, ma affetto da una patologia genetica rara.

Nulla sembra legare queste persone, ma gli eventi li mettono presto in contatto.       

Nicola si ferma a bere in un bar, dopo il lavoro, risponde svogliatamente a una chiamata di suo padre e cerca di tornare a casa, ma annebbiato com’è dall’alcol, bussa alla porta sbagliata. Ad aprirgli è proprio il suo vicino. Gli eventi che seguiranno, a partire da questo episodio, porteranno a un’amicizia, attraverso la quale viene svelato un nuovo punto di congiunzione tra i due, perché, in qualche misura, Nico e Nico condividono alcuni lati della rispettiva storia.

Questo incontro non si limita a dare un apporto positivo alle vite dei due protagonisti, ma anche al fratello di Nicola, Leonardo, che prima della rivelazione finale vive una particolare condizione mai compresa fino in fondo, tagliato fuori dalla vita e dalle possibilità che riserva.

La conoscenza e l’informazione sulle malattie genetiche rare può cambiare una vita, fornire a qualcuno gli strumenti per trovare l’aiuto di cui ha bisogno. La scrittura di questo cortometraggio e dei suoi personaggi ritorna spesso sullo stesso filo conduttore, evocato da richiami molto diversi: non è la rarità che porta alla solitudine, ma l’incomprensione. I legami, di contro, annullano la distanza tra due mondi diversi e creano una rete tra esseri umani che si estende fino a portare beneficio anche ad altri, perché in fondo è ciò di cui tutti, indistintamente, hanno bisogno. La colonna sonora originale che accompagna il racconto corona questo percorso: riflette la spensieratezza genuina dei personaggi che animano il corto e la gioia per la vita finalmente riconquistata.

 

 

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