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CS - Giornata critica sociale Post evento - 5 Novembre 2017, Festa del Cinema Di Roma

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Nel giorno di chiusura della Festa di Roma
attori, registi produttori ed esponenti del Terzo settore hanno celebrato la “Giornata della Critica sociale – Sorriso Diverso”
 
Focus sul tema “Il sogno di realizzarsi”,
il cinema come catalizzatore e canalizzatore sociale

 

Domenica 5 Novembre, Festa del Cinema Di Roma, #RomaFF12
All’interno dello spazio Roma Lazio Film Commision, in occasione della 3a edizione della “Giornata della Critica Sociale - Sorriso Diverso Roma 2017”, curata da Paola Tassone, si è svolta un’importante mattinata di grande cinema e cultura. Con un’intensa tavola rotonda, piena di contenuti cinematografici e sociali, l’evento è stato organizzato dall’Associazione “L’Università Cerca Lavoro” (U.C.L.), in collaborazione con il Festival Internazionale del Cinema Corto Tulipani di Seta Nera.
La giornata, condotta dalla presentatrice e autrice Rai, Metis Di Meo, alla presenza dei registi Paolo Genovese per “The Place”, Francesco Ebbasta dei The Jackal per “Addio fottuti musi verdi”, Emanuela Giordano per “Dieci storie proprio cosi”, per “Una questione privata” dei fratelli Taviani, la produttrice del film Donatella Palermo, le cui opere sono state selezionate per i loro contenuti di profondo spessore sociale, ha incentrato il focus del dibattito su una tematica ben precisa “Il sogno di realizzarsi”.
Molti gli ospiti che hanno preso parte all’incontro, oltre al direttore artistico del festival Antonio Monda, anche Carlo Brancaleoni di Rai Cinema, il direttore alla fotografia Daniele Ciprì, il giovane regista Aldo Iuliano, la produttrice Andrette Lo Conte, i critici cinematografici Catello Masullo, Paola Dei, Massimo Nardin.
L’attrice Paola Lavini ha aperto il dibattito con la lettura di un brano tratto dalla “Danza della Realtà” di Alejandro Jodorowsky, fra sogno e realtà, per capire cosa l’animo umano è disposto a fare per realizzare i propri sogni.
ll disagio giovanile, la voglia di emergere, il ruolo dello stato, la diversità e la creatività che contraddistingue ognuno di noi, sono le tematiche attorno alle quali è ruotato il dibattito, richiamando l’attenzione e gli interventi degli ospiti in sala.
Il regista Paolo Genovese con The PLace, scelto dal direttore Antonio Monda come film di chiusura della festa, incanta il pubblico con la sua grande umiltà raccontando da dove sopraggiunge la sua ispirazione, “sono stato folgorato da una piccola serie tv americana dalla quale parte la genesi del mio progetto, attraverso il personaggio di Valerio Mastandrea, protagonista di un grande cast corale italiano, volevo rappresentare tanto Dio quanto il demonio, e le persone che si siedono a quel tavolo, proprio lì in quel posto, richiedono i loro inesprimibili desideri”. Il regista, in particolar modo nelle sue ultime opere, tende a mettere risalto le fragilità dell’uomo, soffermandosi sulla superficialità e la semplicità con cui spesso si tende a giudicare gli altri, cercando a tutti i costi un colpevole per le nostre responsabilità, a volte, troppo grandi. Con The Place, Genovese compie un processo inverso, pone i personaggi solo davanti alle proprie colpe, “costringe a giudicare noi stessi”, immedesimandoci nei protagonisti e ponendosi la domanda “io al posto loro che decisione avrei mai preso? ”.
Parlando di scuola ed educazione, interviene poi la regista e scrittrice Emanuela Giordano con Dieci storieproprio cosi, la quale racconta come nasce il progetto teatrale e l’esigenza di creare un vero e proprio  docufilm, esemplare per il coraggio con cui affronta una tematica così importante e, a tratti, pericolosa come quella della mafia, attraverso il racconto di dieci storie che non hanno limiti di regione ma percorrono l’Italia, da Nord a Sud. Questo progetto che prende forma da un’idea di Giulia Minoli si allontana dall’idea di raccontare stereotipi ma si concentra su storie vere che si pongono tra “l’incanto e il disincanto”.
Il regista Francesco Ebbasta, dei The Jackal, con la sua prima prova per il grande schermo, Addio fottuti musi verdi, con humor e sarcasmo e soprattutto con strabuzzanti tocchi di fantascienza e napoletanità, racconta, in maniera del tutto insolita, una problematica di profonda attualità: la “fuga dei cervelli” stavolta non all’estero ma verso lo spazio. “Il cinema - dice il giovane regista - è più complicato e strano di quanto si possa immaginare perché inizi che vuoi raccontare una cosa e ne esce tutt’altro, poi alla fine noi abbiamo solamente provato ad inventarci un lavoro, forse credo che oggi con la nostra società di produzione ci siamo riusciti”.
Presente per portare i saluti e il grande lavoro di Paolo e Vittorio Taviani, la produttrice Donatella Palermo, che apre la discussione raccontando il grande lavoro di personalizzazione che i due fratelli apportano quando si approcciano ad un lavoro, e soprattutto racconta l'amore che sia Paolo che Vittorio hanno per i dettagli, “per loro ogni elemento ha il suo valore” aggiunge la produttrice, che, tra un commento e l’altro, riporta molti aneddoti sulle riprese del film.
La produttrice spiega bene come i fratelli Taviani, all’interno delle proprie opere, abbiano sempre cercato una fuga dalla realtà per realizzare i propri sogni. In questo caso, nella trasposizione cinematografica del libro di Fenoglio, grazie o a causa di un amore, forse mai corrisposto, il protagonista Milton fugge o ancor peggio si dimentica del contesto angoscioso e terribile della resistenza dei partigiani oppressi dai nazisti ed inizia una battaglia principalmente contro se stesso e la propria gelosia, alla continua ricerca di questo amore disperato e di una verità che si nasconde dietro le divise dei nazisti e ambientazioni di profonda bellezza.
Si cede la parola a Carlo Brancaleoni, Responsabile Rapporti Istituzionali Rai Cinema, che elegantemente collega il “fil rouge” della giornata, “il sogno di realizzarsi”, ai quattro film, ribadendo come ogni opera presentata abbia una profonda anima interiore e affermando l’abilità con cui ogni regista la condivide con il pubblico, offrendo la propria intimità e i propri sentimenti al grande schermo. Infine ribadisce quanto Rai Cinema Channel, al passo con i tempi, abbia creato una realtà alternativa ed innovativa, sfruttando appieno le nuove potenzialità del web, dando così la possibilità ai giovani registi di rendere più fruibili le loro opere e creando delle nuove realtà cinematografiche sicuramente più immediate e comunicative, il primo fra tutti, il cortometraggio. Un importante canale web, quindi, che si occupa di divulgare contenuti di cinema italiano e internazionale, ponendo grande fiducia nei cortometraggi, in particolar modo in quelli che pongono maggiore attenzione verso tematiche sociali; da qui nasce la collaborazione con Tulipani di Seta Nera che da anni si impegna ad esaltare e dare vetrina a film brevi con l’obbiettivo di lodare ogni tipo di diversità, senza pregiudizio e senza stereotipi. “Bisogna avere - continua Brancaleoni - idee brillanti e soprattutto avere ben chiara la strategia e le modalità con cui si vuol comunicare il proprio lavoro”.
 
Paola Tassone, curatrice della giornata, ringraziando tutti i presenti, si esprime soddisfatta in quanto tutti gli interventi hanno sapientemente colto l’anima e i sentimenti sociali che impregnano le pellicole presentate: “Oggi il sogno di realizzarsi deve diventare una realtà – dice la curatrice - Le nuove generazioni hanno, da un lato, una grande difficoltà di parlare, di essere ascoltati e di essere valorizzati ma dall’altra parte c’è ed esiste nel mondo la meritocrazia e quindi i prodotti di qualità emergono. Difatti, Tulipani di Seta Nera da anni fornisce visibilità e sostegno a molti prodotti cinematografici brevi”.

La giornata di critica sociale non poteva che concludersi nel migliore dei modi: per l’occasione, infatti, è stato proiettato il cortometraggio Penalty diretto da Aldo Iuliano, prodotto da Freak Factory e Rai Cinema. Il corto, che vanta dell’imponente fotografia di Daniele Ciprì, eleggibile agli Oscar 2018 e vincitore del Globo d’Oro 2017, parla senza mezzi termini di immigrazione ed immerge totalmente lo spettatore in questa problematica attraverso l’utilizzo di immagini cruenti che non lasciano spazio ad immaginare un’altra faccia di questa triste realtà che oggi giorno affligge il mondo intero. Partendo da una partita di pallone, questo lavoro fa riflettere sul problema legato ai migranti e mette in evidenzia come il viaggio per arrivare in Europa e riuscire a raggiungere le coste dell’alto mediterraneo sia bagnato da vicende terribili; una vera e propria lotta di sopravvivenza per raggiungere una nuova vita.

In continuità con le precedenti edizioni, chiude i lavori della tavola rotonda, il Direttore artistico Antonio Monda, che sottolinea quanto il cinema sia un mezzo fondamentale per educare, sensibilizzare e far sognare i giovani, “Il cinema – conclude Monda – è emozione, il racconto di una storia, attraverso approcci diversi e molteplici, fa si che i film diventino canalizzatori di temi molto profondi. Nel momento in cui questi contenuti riescono ad arrivare al pubblico, il cinema può essere educazione. Ed è fondamentale però che gli autori siano liberi di raccontarla tramite la propria creatività”.

Un ricco parterre di autorevoli ospiti è intervenuto al dibattito: Carlo Brancaleoni, Responsabile Rapporti Istituzionali Rai Cinema, Daniele Ciprì, Direttore alla fotografia, i critici cinematografici Catello Masullo, Paola Dei, Massimo Nardin, il regista Luigi Parisi, lo scrittore Antonio Moretta, il Rettore dell’Accademia Mauriziana, Avv. Barone Fabrizio Mechi, il professore di comunicazione e ricerche sociali della Sapienza, Marco Stancati, i produttori, Leonardo Jannitti Piromallo e Diego Righini.
La conduttrice Metis Di Meo conclude ricordando come il tema dell’inclusione sociale, dalla lotta per la sopravvivenza all’ambizione personale, sia il percorso seguito dal Festival Tulipani di Seta Nera, il quale, da anni, s’impegna nella ricerca di sceneggiature che trattino con delicatezza e passione problemi di attualità, cercando e offrendo delle possibili soluzioni.
Nel salutare e ringraziare il pubblico ed i partecipanti, Metis Di Meo, che affianco a Paola Tassone e a tutto il team collabora attivamente nel festival internazione del film corto, Tulipani di Seta Nera, ha ricordato che sono aperte le iscrizioni per l’undicesima edizione del festival, al quale si può aderire attraverso l’iscrizione di cortometraggi e documentari che, come ogni anno, sapranno trattare il tema della diversità.

Questa iniziativa è un’attività del progetto di comunicazione sociale “TULIPANI DI SETA NERA”, promosso dal 2007 dall’Associazione studentesca di promozione sociale “L’Università Cerca Lavoro” (U.C.L.).
Si ringrazia la Festa del Cinema di Roma per il sostegno e la volontà di perseguire momenti di crescita culturale e di cinema all’interno di una così grande ed importante manifestazione di cinema e la Roma Lazio Film Commission per gli spazi messi a disposizione.

Cartolina Retro

Per maggiori info:     
Paola Tassone
347 2657033 –Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.tulipanidisetanera.it
www.sorrisodiverso.it,
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