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di Antonia Szanto

Il Bitcoin è una moneta virtuale basata sulla Blockchain, ovvero una lista in continua crescita di record (blocks), che sono collegati tra loro e resi sicuri mediante la crittografia.
Nel 2008 un programmatore con lo pseudonimo di ''Satoshi Nakamoto'' ha lanciato il bitcoin con il principio di distribuirla in rete, come se fosse un software da installare in un certo numero di macchine, poichè dopo, di lì, gli altri utenti potessero operarvi da remoto. Il valore di scambio di un bitcoin dipende da chi lo distribuisce, è egli stesso ad assegnarglielo in base ad un bene concreto. Dunque, il valore del Bitcoin non è mai stato costante, è cresciuto ed è anche sceso, in quanto, pur potendo essere convertito, è fuori dal controllo delle riserve monetarie mondiali.
Questa moneta virtuale non è altro che un accordo tra chi lo utilizza e chi lo riceve, quindi il suo valore è dato dalla domanda e dall'offerta. In questo modo risulta molto fluttuante.
Per capire meglio come funziona bisogna prima comprendere due elementi: ''Miner'' e ''Wallet''.
Il Miner è un calcolatore messo a disposizione del Peer-to-Peer (P2P), ovvero un modello di architettura logica di rete informatica dove i ''nodi'' non sono gerarchizzati unicamente sul sistema ''client''/''server'', ma sotto forma di ''equivalenti''/''paritari'' che possono fungere sia da ''client'' che da ''server'' verso gli altri nodi terminali della rete. Dietro di essi si celano tutte le operazioni di pagamento, sono l'infrastruttura vera e propria della criptovaluta, una specie di incarnazione di banca nella quale è fabricata moneta virtuale.
Il Wallet è invece il programma che permette di entrare nella rete Bitcoin. Questo può essere definito come una sorta di banca, addirittura installabile sullo smartphone.
Per usare un Bitcoin è necessario avere una carta di decriptazione, che si può ottenere negli stessi wallet e porta all'indirizzo (sequenze alfanumerichedella lunghezza di circa 30 caratteri) presso il quale è possibile effettuare una transizione.
Essendo moneta virtuale, con i Bitcoin è possibile fare di tutto: dal comprare su store online alle piattaforme di download musicale e di gioco. Anche eBay ed Amazon stanno pensando di aprire lo scambio di questa moneta sulle loro piattaforme.
Il bitcoin inoltre è servito ad acquistare droga sulla Silk Road ma è anche ''conservato'' nelle cassaforti dell' FBI.
Nell'era della tecnologia e dei geni informatici non era possibile non ideare un sistema tanto complesso ma anche tanto facile da usare nel momento in cui si è riusciti a entrarne in possesso. Certamente può essere definito una sorta di ''denaro sporco'' perchè una volta ottenuti bitcoin ci so può ''giocare'' come si vuole per via del suo valore fluttuante.
Ormai non c'è da stupirsi se presto anche le piattaforme di commercio online apriranno le loro porte virtuali a questo denaro invisibile, che pure nella sua inconsistenza ha un grande valore. Questo può portare alla conclusione che non solo intere società vertono intorno al denaro, ma anche i più remoti spazi del web: così è facile poter affermare che, oltre alla globalizzazione nel mondo relale, vi sarà anche quella nel mondo virtuale.

 

Fonti:
-Servizio televisivo delle ''Iene'';
-internet: ''tracking cryptotrades'';
-internet:''SoldiOnline.it'';