Premi Partner e Ministeri

TSN XVII Edizione - Premi e motivazioni

Premio Sorriso per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica a API REGINE

regia di Fedora Sasso

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Api regine è un ritratto corale di donne straordinarie che lottano quotidianamente per preservare la ricchezza più grande, l'ambiente. Le api sono il simbolo e l'espressione più complessa e delicata di quella ricchezza, ma sono anche la metafora del ruolo che le donne possono avere in un doveroso cambio di rotta del nostro agire umano.

Premio Sorriso per la Cultura a LA SINGLA

regia di Paloma Zapata

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Premio Sorriso per la Disabilità a MEDEA

regia di Giuseppe Arcieri

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Per aver riportato sul grande schermo la rivisitazione della tragedia attraverso una diversamente “Medea”, ponendoci di fronte al tema della disabilità e maternità. Una madre fragile in balia di forze avverse, che diventa una eroina contemporanea, accendendo la riflessione su quante donne si trovano ad essere abbandonate con figli e si concentrano sulla vendetta. Uno splendido connubio di colori e musiche, il regista attraverso magnifici paesaggi nella riconfigurazione onirica, pone l’attenzione sulla scelta, in cui vi è una sola scelta “il cuore”.

Premio Sorriso per il Lavoro e le Politiche Sociali a CONTO TERZI

regia di Antonio Palumbo

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Per la capacità di aver raccontato, con grande ricchezza ritmica e con immagini semplici, la non facile storia di chi lavora come “corriere” nel settore della logistica. Così tante sono le scadenze e i ritmi serrati che si tende ad accantonare o addirittura dimenticare la famiglia. Pare scontato, ma con abilità e la giusta sensibilità il regista, Antonio Palumbo, offre una panoramica del disagio mentale e la non curanza della salute fisica del protagonista e di come a volte si possa nascondere dietro una apparente “normalità” un vero e proprio esaurimento fisico ed emotivo.

Premio Sorriso ANCOS a COME SOLI

regia di Elisa Cherchi

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Come Soli rappresenta un percorso probabilmente ineluttabile nella vita di ognuno di noi poiché da uno sguardo semplice ma molto intenso sul concetto di solitudine relazionata a ricordi e routine quotidiana e di mestiere, quando un piccolo particolare, una parola pescata da una breve o lunga conversazione o solamente un gesto involontario, può sbloccare un ricordo intenso e malinconico e anche confortevole nello stesso tempo. La solitudine che si esprime in questo cortometraggio non è una solitudine passiva, bensì attiva, contornata di personaggi anonimi ma che interagiscono per un lasso di tempo ridotto gli uni con gli altri per poi tornare alle loro esistenze private. La bellezza di questa opera è mostrare che a volte siamo molto, e a ragione ovviamente, concentrati sul disagio verso le categorie più svantaggiate del tessuto sociale quando, non è raro, che anche chi apparentemente conduce una vita semplice e ben impostata, vive momenti di profonda solitudine come la stessa vita che si perde nelle pieghe del tempo.

Premio Sorriso ANMIL a CARA ALICE

regia di Gabriele Armenise

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Gabriele Armenise ha saputo trasporre un dramma silenzioso e scomodo che si tramuta in una delle migliaia di tragedie invisibili che si consumano ogni anno a causa del lavoro e di cui nessuno parla. In pochi minuti ha rappresentato in modo emotivamente incisivo come un killer occulto colpisce non solo un onesto lavoratore, ma anche un uomo che amava profondamente la sua famiglia. La fabbrica si è però presa tutto e ha lasciato sole una moglie e due figlie, che non possono neppure permettersi il dolore perché devono continuare ad andare avanti e trovare un perché a cui aggrapparsi per andare avanti. Morire di lavoro: dalla dedizione alla polvere. Quella di un uomo che pensava che la fabbrica potesse essere tutto. Troppo tardi per vivere la vita, quella degli affetti veri.

Premio Sorriso ASVIS a CARTOLINE DAL FUTURO

regia di Fabio Garofalo, Luca Cetro, Matteo Fossati, Jacopo Santambrogio.

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Il riconoscimento viene conferito per il contenuto dal grande valore, in linea con il messaggio di quest’anno della campagna del Festival dello Sviluppo Sostenibile #GuardiamoalFuturo.

Premio Sorriso ENS a UN DUE TRE STELLA

regia di Enza Lasalandra

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Per aver realizzato una pregevole rievocazione storica di ciò che significava avere una disabilità, in tempi inclementi. In questo corto la sordità è un argomento trasversale, a cui i personaggi rispondono con la capacità di trasformare mani e labbra in strumenti di amore ed eloquenza. Il senso più acuto di tutti nel corto di Enza Lasalandra è quello che permette di ignorare il rumore di una politica distorta per prestare ascolto alla voce della propria morale.

Premio Sorriso Fondazione Univerde a
API REGINE

regia di Fedora Sasso

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Apprezzata la scelta del documentario che consente di conoscere meglio il mondo delle api attraverso lo storytelling di vite reali.  Il documentario fa guardare a un futuro sostenibile e in armonia con l'ambiente naturale attraverso l'esperienza e le tradizioni del passato raccontate da tenaci donne sarde che, nonostante le asperità del vivere quotidiano, hanno avuto la forza di andare avanti. L'istinto di conservazione della specie, l'operosità e la difesa dell'alveare e della regina fino alla morte, da allegorie diventano analogie tra le api e le donne del documentario che raccontano i tanti sacrifici fatti ma anche le soddisfazioni di essere riuscite a tener vive le tradizioni familiari e ispirare i loro figli e nipoti. Attività familiari, in questo caso virtuose, consentono di tutelare e far proliferare gli insetti fondamentali nei processi di impollinazione di tutte le specie vegetali, essendone responsabili per circa il 70%.

Premio Ordine Dei Giornalisti Del Lazio – Sala Stampa L’ABBRACCIO RUBATO

regia di Simone Gazzola

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Per la potenza del messaggio e l'originalità della narrazione di un tema drammaticamente attuale. Straordinaria la capacità attoriale della protagonista, in grado di creare empatia con lo spettatore solo attraverso sguardi e gesti. Coraggiosa la scelta del regista di scendere nel profondo della più dolorosa solitudine.

Menzione Speciale ALDILÀ DEL MARE

regia di Massimo Ivan Falsetta

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Per l’importanza e attualità della tematica e il modo in cui viene affrontata, per l’impegno produttivo che Massimo Ivan Falsetta riesce a sintetizzare su schermo in un racconto solido e compiuto. Un viaggio che emoziona, un sogno con cui è facile empatizzare e che il cast riesce a evocare con interpretazione a fuoco e toccanti.